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Il suicidio del tordo

Volare nell’azzurro e bianco
Di un cielo d’autunno stanco
Che ancora non si imbrunisce
Di pioggia non s’abbrutisce.

Questa soddisfazione è concessa
Alla creatura alata ed essa
Ringrazia la natura col suo canto
Che spande in aria come un dolce manto.

Il tordo, dopo tanto aver volato
Tornando sulla terra affaticato
Per becchettare un po’ di frutta prelibata
È colto di sorpresa da una zampata.

Per colpa di un gatto sazio e feroce
Dopo il terrore d’essere assalito
È lasciato con un dolore atroce:
L’ala e la zampa il mostro gli ha ferito!

Dov’è ora il cielo? Lo ha tradito
Il tordo che prima era salito
Così in alto da non veder il suolo
Scopre di non poter più fare un volo.

Senza perdersi d’animo la creatura
Scappa e si nasconde con paura
Il gatto è furbo, lo sa ritrovare
Fa solo finta di lasciarlo allontanare.

Arriva infine il momento temuto
Il tordo è stretto tra fauci crudeli
Ma il suo canto di estremo saluto
Richiama orecchie compassionevoli.

Il gatto è portato via, e mani amorevoli
Prendono il tordo, che non comprende
Portato in luoghi oscuri e deplorevoli
Dove non c’è cielo, infin s’arrende.

È chiuso ora tra sbarre dritte e lisce
E la povera bestia non capisce
Che quel posto è per lui salvezza,
e non prigione d’amarezza.

Ma come spiegare a un tordo cos’è la sicurezza?
Come negargli della libertà la pienezza?
Anche senza le ali per volare
Preferirebbe stare a saltellare

Sebbene ogni saltello sia un dolore
Come coltellata trafiggente
Andrebbe mille volte a vagare
Piuttosto di restare in quel frangente.

Piccolo tordo, non sarà per sempre
Questa è soltanto la tua provvisoria casa
Finché l’ala e la zampa avrai malate,
Volerai alto, quando saran curate!

Ma come può capire questo un tordo?
Lui vede solo un luogo senza uscita
E questo gli dà un dolore sordo
Più forte di ogni orribile ferita.

E si ribella, a quella cura e a quella vita:
Prende a saltare, come un pazzo attende
Finché la sofferenza sarà finita.

Non biasimare il cadavere del tordo
Che ha scelto di perire in questo modo:
Per chi ha ha conosciuto del cielo la beltà
Non ha senso restar vivo senza più libertà.