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Notti di maggio

Notti di maggio, quando si vedono
Più stelle in terra che in cielo
Stelle verdastre che volano allegre
Su un tappeto di grano maturo
Che rigoglioso ospita la vita
Ridondante nel celebrare se stessa.

La natura, ricoverata dall’esplosione
Di nascita e di lussuria marzolina
Riscopre la pace, la gioia di esistere
Senza grande fervore, solo per cullarsi
Nella bellezza dei prati sbocciati
Nelle opere già compiute, che resta solo
Da vivere e da ammirare. Nella bellezza di amare.

Cantano insieme l’assuolo e l’usignolo,
Cantano i grilli e anche i cani, e
Da qualche parte un paese è in festa;
Ma non ascolto le sue musiche urlanti,
Non aspetto di vedere le luci dei suoi fuochi.
Io cerco il silenzio, la tranquilla beatitudine
Del riposo tra l’erba verde.

Erba verde in cui distendersi, erba
Dal cui manto si può guardare il cielo:
Ci sono notti in cui guardando
Quello scuro cielo scopri tutta
L’enormità del mondo, e ti senti un puntino
così minuscolo e insignificante; che ci fa quel puntino
nel mondo? Che sia qui solo per puro caso?

E in queste domande e in altre più cupe,
In antri angoscianti e opachi
Si perde l’anima, smarrita
Contempla e teme al contempo.
Ma non nelle notti di maggio,
Nelle miti notti di maggio
In cui tutto è chiaro, tutto tende al bene.